Videografia
2010 “Il Prigione virtuale”, video-scultura interattiva, tempo variabile. Versione demo, 2’30’’. Soundtrack by Netherworld. (La versione interattiva arriverà quanto prima)
Il “prigione virtuale” è una video-scultura e autoritratto interattivo, ispirato dal concetto di “non finito” delle sculture: “I prigioni” di Michelangelo.
Lo spazio web che ospita la scultura virtuale, diventa materia dinamica e interattiva e gli utenti possono scolpire a colpi di mouse, il “Prigione del web” rappresentante vari stati d’animo. Il fruitore può scegliere se liberare la scultura dal marmo e dalla dipendenza dalla materia stessa, così il corpo-statua sublima e la materia-virtuale diventa idea. Oppure, può scegliere di imprigionarla sempre più nella materia, riportando la statua agli stati primordiali, dove la massa era una figura geometrica pura e semplice.
2010 Dalla serie “Live Architecture”:
“Meta Motus”, video installazione interattiva.
Tempo variabile.
“Live Architecture” è una serie
di video installazioni interattive site-specific
pensate per riprogettare sinteticamente spazi architettonici
interni ed esterni. Le installazioni multimediali,
mostrano luoghi dinamici - per questo da me definiti
“Live” - che si muovono autonomamente,
oltre la propria funzionalità.
L’installazione “Meta Motus” si
sviluppa tutt’intorno allo spettatore, e mostra
un ambiente in continua trasformazione. "Meta
Motus" reagisce alle azioni e movimenti che
l’utente produce liberamente nello spazio.
Ogni movimento è catturato da un sistema
di video-camera-tracking e convertito in coordinate
geometriche che attraverso vari pattern, rimodellano
l’intero spazio architettonico.
2009 Dalla serie "digital art in public space":
“Over the limbo”, video installazione
interattiva, tempo variabile.
“Over
the limbo”, è una video installazione
interattiva e nasce con l’intento di connettere,
fondere e far interagire il mondo virtuale di Second
Life con il mondo reale, in un’unica nuova
dimensione. L’installazione trasforma un ambiente
tangibile in un ‘limbo’ che mette in
discussione la condizione sociale degli spettatori,
poiché essi, si trovano assieme agli avatar
allo stesso tempo e condividono un unico spazio
neutrale al di fuori di Second Life. “Over
the limbo” forza gli utenti a confrontarsi
con una estensione digitale da cui scaturisce una
nuova visione spazio-temporale. In questa dimensione
i paesaggi dissolvendosi si sovrappongono e gli
utenti possono dialogare in tempo reale con gli
avatar. Universo e meta-verso appaiono intrappolati
in una sorta di linea di confine, in una dimensione
surreale visibile in scala reale oltre lo spazio
ed il tempo.
Ho progettato “Over the limbo” con After
Effect e Quartz Composer. Usando quest’ultimo,
importo nel computer in tempo reale scenari di Second
Life. Nello stesso momento, la webcam connessa a
varie patchs di Quartz Composer, riprende gli spettatori
per proiettarli nel mezzo di un’atmosfera
virtuale che grazie ad alcuni effetti software applicati,
si mescola con la realtà circostante.
2008 "Landspace", video
installazione interattiva, tempo variabile.
Soundtrack: Morketid by Netherworld.
Il progetto “Landspace” ècostituito
da una serie di paesaggi sintetici ed essenziali
che si modificano attraverso il suono. Essi sono
stati pensati per essere proiettati in ampi spazi
aperti proprio con il fine di riprogettare artificialmente
l'architettura e l'ambiente circostante.
I Landspace sono un'estensione virtuale, uno studio
sul concetto della nostra seconda natura, ossia
quella che viviamo attraverso il nostro tempo digitale.
La video installazione interattiva mostra una sorta
di 'natura naturans-artificiale’, costituita
da ampi spazi sempre in trasformazione; Una Land-Art
virtuale e interattiva che ridisegna altre atmosfere
in luoghi reali, a ritmo di musica isolazionista.
2008 "Speaking at the wall", video installazione
interattiva, tempo var.
"Speaking at
the wall" cattura trasforma e sintetizza la
voce in architettura.
Quando lo spettatore si avvicina alla parete e parla,
modifica con il volume e lo spettro della voce l'intero
ambiente ridisegnando un'altra atmosfera, una sorta
di deserto tridimensionale virtuale.
2006 "Rendering space", ( 1° pattern
) video installazione interattiva, 4 DVD, 11’
loop.
"Rendering space" è un ambiente
in continua rigenerazione. Le pareti visualizzano
un rendering di alcune texture geometriche, o di
una semplice parete bianca. Tali texture non arrivano
a caratterizzare l'ambiente perché sono in
continuo sviluppo.
Lo spettatore ha la sensazione di essere all'interno
di un programma di rendering tridimensionale, che
è configurato in modo da non raggiungere
mai la totale realizzazione. Quando lo spettatore
si avvicina alle pareti, il processo di rendering
aumenta e l'architettura diviene sensibile agli
spostamenti umani, aumentando così il processo
di visualizzazione dell'ambiente tutt’intorno.
2004 “The new medium’s order is to shift”,
video installazione, libro 4 DVD’s ( video
installazione: 10’ min. libro: tempo var.
). Soundtrack by Mokamed.
In quest’opera
che si sviluppa su quattro pareti, una finestra
conduce il visitatore nello spazio di ‘rendering’
all’interno di un computer. Lo spettatore
si ritrova completamente circondato da acqua, o
meglio dal lento ‘work in progress’
dell’opera in una stanza. Le quattro pareti
contengono le proiezioni video e allo stesso tempo
la forza della natura durante la sua creazione e
rappresentazione; perciò, il fruitore prova
una sensazione di interrotta, attendendo un accenno
alla progressione ed al cambiamento.
L’opera è accompagnata da un libro
(interattivo perché è lo spettatore,
decide la velocità dei frames 15/25/30 per
sec. cui sfogliare le pagine) che include tutte
le immagini ‘frame by frame’ delle animazioni.
Il libro così, diviene “digitale”
e contiene una “videoinstallazione cartacea”.
Questo lavoro, trasporta e traduce il contenuto
dal supporto media DVD al libro, attribuendo un
nuovo significato a un vecchio media.
“The new medium’s order is to shift”
inverte e sovverte: soggetto e oggetto, contenuto
e contenitore, forma e concetto, mezzo e messaggio.
Inoltre, mette a confronto il concetto d’interattività
“meccanica” e “fisica”,
in quanto, nei quattro DVD proiettati sulle pareti,
sarà visibile il progetto in costruzione;
mentre, solo nel libro si leggerà l’opera
finita.
2004 “El Paseo virtual” Installazione
site-specific. Dimensioni Variabili.
In questa installazione e performance site-specific,
una parte della città si trasforma in deserto
virtuale. La gente, le macchine che lo attraverseranno
non incontrano più alcun riferimento con
la realtà urbanistica, ma hanno l’impressione
di essere all’interno di un computer. In un’area
pedonale della città, sul suolo si estende
una texture (3-D adesiva) che costringe i passanti
a confrontarsi con un’altra spazialità,
una sorta di dimensione virtuale. In questa dimensione
illusoria, chiunque attraversa ‘El Paseo’
con un tom-tom, si muove sulle coordinate virtuali
di un ‘software 3D’. ‘El Paseo’:
spazio inteso come pura forma dell'intuizione.
2004 "The origin
of imagination", video installazione (3 dvd),
3’ 16’’. Soundtrack ‘styltriady’
by Mokamed.
“The origin
of imagination” è una video installazione
che si sviluppa su due pareti e il pavimento. Le
tre proiezioni nell'angolo, dei tre assi cartesiani,
ricostruiscono una prospettiva centrale unica.
In questa dimensione illusoria, infinite linee generando
distanze e vuoti, si sfiorano "attratte",
per poi svanire in strutture essenziali, che disegnano
un progetto primordiale incompleto.
L'opera rappresenta una sorta di estensione virtuale,
uno sfondamento del "luogo" verso la libertà.
"Un'apertura" virtuale che non si afferma
perché in continua trasformazione e quindi
non caratterizza alcun luogo specifico. A quest’estensione
equivale qualunque direzione che lo spettatore immagini
di prendere. “The origin of imagination”,
ovvero: spazio inteso come pura forma dell'intuizione.
2003 “Exten(z)sion
project II” animazione, 4’ 5’’.
DvD Sound track by Mokamed
2003 “Exten(z)sion project III” animazione,
4’ 5’’. DvD Sound track by Mokamed
2003 “Exten(z)sion project IV” animazione,
3’. DvD Sound track by Mokamed.
Estensioni virtuali
di stanze semi vuote sono proiettate su di una parete.
Offrendo una completa e sempre varia visione d’interni
e vedute, quest’ultime, si adattano alla direzione
dello spettatore che vi si muove all’interno.
Oggetti si spostano, finestre si aprono; in fine,
una porta guarda verso l’estero: sulle coordinate
di un ‘software 3D’, che sembrano riprodurre
un astratto deserto virtuale. La serie “Exten(z)sion
Project”, pone sempre la percezione corporale
dello spettatore al centro della struttura spaziale,
dove le coordinate estendono una virtualità
attorno ad essa.
2003 “Psichedelikalflesh”
Animazione, 3’33’’ DVD. Sound
track ‘sexyflesh’ by Mokamed
Psichedelikalflesh
costruisce immagini di sintesi dando forma a combinazioni
spaziali. Tracce di realtà esistenti, evadono
i limiti corporali per innescare quelli sensoriali,
emotivi e percettivi.
"La costruzione di determinati rapporti numerici
fra le parti procura un "piacere meraviglioso''.
(Leon Battista Alberti).
Psichedelikaiflesh è una sorta di tragitto
di congiunzione, un viaggio erotico tra differenti
realtà sensoriali; un viaggio intimo ispirato
dal potere ipnotico dei Frattali di Mandelbrot.
Il vorticoso alternarsi di figure geometriche è
tradotto in gesti e movimenti convulsi: ginnastica
o autoerotismo, che irrompono ed evadono per tre
minuti ogni idea di spazio tangibile. La forma sintetica
diviene disegno, struttura, architettura e realtà.
Se lo spazio è l'estensione in tutte le direzioni,
secondo le nostre intuizioni, del mondo reale dove
si collocano corpi materiali Psichedelikaiflesh,
dilata queste possibilità di percezione,
attraverso una visione sensibile, irrisolta, mentale
e transitoria legata agli aspetti dell'estetica
e alle tensioni delle nuove tecnologie. Psicadelikalflesh
esalta questa congiunzione tra ciò che è
visceralmente carnale o psichedelico e ciò
che favorisce l'estrinsecazione della mente.
2002 “Exten(z)sion
project”, 5’.40’’. Video
installazione, 4 DVD. Soundtrack by Mokamed
Questa video installazione
si sviluppa su quattro pareti. Le quattro proiezioni
ricostruiscono l’interno di una casa, una
sorta di estensione virtuale in movimento dello
spazio architettonico interno sull’asse cartesiano
della profondità ‘Z’ (Exten(z)sion
Project è un “trompe l’oeil”
animato). Sono proprio gli ambienti in movimento,
che attraversando lo spettatore, lo conducono in
‘luoghi incompleti’, costringendolo
a confrontarsi con una ‘spazialità
altra’, un altrove digitale, che è
ormai la nostra quarta dimensione. Nella sala studio
mentre un “CD-Rom” volando, attraversa
due stanze, si scorge una finestra che affaccia
sulla ‘texture a reticolo di un programma
3D’. Nel corpo centrale della struttura, passando
per il salone, studio, cucina, si arriva a una porta
che si apre su una veduta della stessa ‘texture’
e conduce lo spettatore in un deserto virtuale grigio.
La video installazione termina proprio così,
sulla texture del ‘programma 3D’. Un’idea
di performance è alla base di Exten(z)sion
Project”, dove il luogo è autonomo
e si muove naturalmente oltre la sua funzionalità;
il “Super luogo-Exten(z)sion”, quindi,
è esattamente il contrario del “non-luogo”
che si caratterizza come statica presenza che ha
solamente la funzione di accogliere momentaneamente.
2002 “Calling a conversation
in universe” Video installazione, 3’.
Quattro DVD, sound track: ‘essential contact’
by Mokamed.
Questa video installazione,
è nata per svilupparsi su quattro pareti.
Si tratta della proiezione di quattro animazioni
attraverso quattro lettori DVD collegati ai rispettivi
proiettori digitali; questi ultimi, sarebbero sistemati
in alto, al centro dello spazio (installati con
gli appositi sostegni). Il primo punta sul pavimento,
un altro sulla parete centrale e gli altri due rispettivamente
sulla parete destra e sinistra. Proiettando la video
installazione all’unisono.
2002“ Calling a conversation in universe”
animazione, 3’,40’’. DVD Soundtrack:
‘essential contact’ by Mokamed.
Obiettivi, (di macchine
fotografiche, telecamere, etc), fluttuano in uno
spazio ‘digitale’ eseguendo una sorta
di corteggiamento. L’uno di fronte all’altro
si scrutano ossessivamente , si attraggono, si scontrano,
si accoppiano… insomma, inscenano la consueta
guerra di ogni giorno e di ogni notte dentro la
guerra virtuale. Missili e obiettivi, accostamento
immaginario che rende evidente due aspetti che ci
riguardano da vicino: uno legato alla sfera più
intima quella della sessualità e l'altro
legato alla situazione sociale di guerre in atto
caratterizzate da missili che vengono continuamente
ripresi da teleobiettivi, di cui si serve l'informazione.
2001/02 “Super place
project” animazione, 1’ DVD. Sound track:
‘5M’ by Mokamed.
In un minuto lo ‘spazio’
è attraversato da due cerchi di scritte (una:
“poor man’s wealth is it in the holy
place”) che subito si trasformano in un ‘luogo
tridimensionale’, dove da esse, sorgono in
circolo nove palazzi di luce. I quali costituiscono
un luogo, in cui ogni palazzo ha la stessa distanza
dal centro (come nella costruzione della città
greca e concetto di uguaglianza). ‘Il super
luogo’ nell’installazione esiste ed
è percorribile dallo spettatore ma non lo
si può possedere perché è costituito
da pura luce ( Progetto 3D da realizzare con il
Laser ).
2001 “The
essential circle” video, 2’,35’’,
DVD . Soundtrack: LAB-303.
Nel video, un ragazzo genera una collana
di succhiotti. L’atto di ‘succhiare’
diviene rituale ossessivo e inutile, ma vuole portare
alla luce, estrapolare dal profondo. Solo alla fine
si vede la differenza tra il colore della pelle
e la collana costituita da macchie rosse. Il video
è stato girato volutamente su di un tappetino
rosso, in modo da non creare alcun riferimento spazio-temporale.
2001 “The
yellow film” Quattro animazioni -video installazione;
5’ 4 -DVD. Sound track: by Mokamed.
“The yellow
film” è un ‘film giallo’
puramente concettuale. Quattro proiezioni si sviluppano
in maniera randomica sulle pareti di una stanza
non molto grande, che costringe e isola lo spettatore.
Le animazioni sono composte da ottocentodiciassette
tipi di gialli differenti che si susseguono a ritmo
di musica elettronica, creando una visione totalmente
‘optical’ e ‘folle’ dell’ambiente
che circonda il fruitore.
2000 “
Pipeline project” animazione , 3’,45’’
. CD-rom e versione web. Sound track: ‘Drama
of Japan’ by Dj La roca; 5 loops ‘untitled’
by Mokamed.
Pipeline è
il progetto interattivo di un interno di una casa
cilindrica, costituita da quattro piani, derivata
dalla manipolazione digitale di un missile. E' una
casa di proprietà dell'artista che nega il
concetto di "proprietà assoluta",
è uno spazio mentale transitorio che si adatta
alle esigenze dell'esploratore. Solo quando si scopre
interamente, lo spettatore ha l’impressione
che tutti gli spazi sono ricorrenti!
2000 “spider’s
web” animazione, 3,40’’ DVD .
Sound track: ‘morse’ by Nightmares on
wax.
In quest’animazione 3D, cupole in ‘wireframe’
si aprono in ragnatele colorate, richiudendosi diventano
strutture ‘architettoniche’, simili
ad un fantasioso innesto tra una pagoda e una meringa.
(Pagode-Meringue House Proj.).
2000 “Perfect
house project” animazione, 1’ DVD 2000.
Prototipo architettonico e scultura.
Prototipo
architettonico e scultura. Apparentemente impenetrabile,
ma prestando attenzione si scorge un foro sottostante,
dove lo spettatore può inserire la testa
e sentirsi immersi nel “nero - profondo spazio
assente” - e così estraniarsi dai rumori
e da tutti gli imput e messaggi subliminali provenienti
dall’esterno. Lo spettatore riesce così
a stabilire una dimensione intimistica con un’opera
‘assente’.
1998“ Time bomb
the Love” animazione, 5’. DVD Soundtrack:
by Underworld.
Manipolazione digitale di missili che a ritmo ipnotico
di musica techno si trasformano, frame by frame
in ‘acidissime’ architetture sintetico-essenziali:
‘compressions containers’; che eseguendo
movimenti verticali-orizzontali, scompaiono in linee
rette e punti, ricomparendo sottoforma di bombe
disinnescate, perché trasformate ormai in
architetture…”Time Bomb the Love”:
ovvero, è ora che scoppi l'amore!!!