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Videografia

2011 "Live sculpture", video-scultura interattiva su specchio, Tempo variabile.

“Live sculpture” è una video scultura performativa, progettata come uno specchio interattivo dove il corpo dello spettatore è completamente partecipe. I’utente infatti, quando è davanti allo specchio viene scansionato e filmato in tempo reale da una web-cam installata dietro la cornice, per poi essere rimodellato e riproposto in scala attraverso una proiezione video, come se fosse una scultura tridimensionale in marmo. La nuova immagine dello spettatore-scultura è interamente costituita da mesh interattive che si modellano continuamente in base agli spostamenti del corpo, alla luce dell’ambiente e alla velocità dei movimenti del corpo dello spettatore. Lo specchio vuol essere una sorta di “specchio specchio delle mie brame” ma invece di far apparire la più bella del reame, crea e modella le immagini degli spettatori come mostri tridimensionali, tirando fuori la parte più recondite della psiche.
"Live sculpture" è da considerarsi un pezzo unico. Pur essendo un'opera di software-art e quindi potenzialmente riproducibile, in realtà si manifesta sempre diversamente proprio grazie alla soggettività dello spettatore che ogni volta vi si imbatte. "Live sculpture" ridà l'aura all'opera d'arte digitale e risolve il problema relativo al multiplo - è un multiplo ma sempre diverso.

2011 "Talking in strings", video installazione generativa. Tempo variabile.


“Talking in strings” è una video installazione generativa ispirata al ‘Rotor’, famosa giostra rotante dei Luna Park. “Talking in strings” si sviluppa in uno spazio cilindrico tutt’intorno agli spettatori che realizzano l’installazione stessa in tempo reale mandando sms via Twitter. Può parteciparvi anche il pubblico non presente in loco, libero comunque di inviare messaggi da remote postazioni internet. Le frasi mettono in moto un sistema di registrazione per cui vengono immediatamente visualizzate - ruotano velocemente nello spazio, cambiano direzione, colore, font e alcune vagano in assenza di gravità, per poi dissolversi avvolgendosi intorno alle persone che disorientate le vedono trasformarsi in ‘stringhe’ non più leggibili. Anche le stringhe lentamente scompaiono sotto forma di fasci luminosi circondando il corpo degli spettatori come se fossero scie lasciate da comete colorate o come se ci trovassimo all’interno del disco di Newton.

2011 "Tales from space", video installazione generativa basata sulla teoria quantistica. Tempo variabie.

"Tales from space" è una video installazione generativa che si sviluppa in uno spazio concavo o sotto una cupola; dove lo spettatore è circondato da proiezioni e ascolta brevi frasi sul concetto multi-dimensionale di spazio. Le parole, generano un bombardamento randomico di punti, buchi neri, micro-dimensioni-flash e macro forme di luce che s'intersecano tra loro; Inglobandosi e viceversa sdoppiandosi, si allargano e si restringono in base alla modulazione sonora del racconto che è costruita sul concetto di meccanica quantistica.

2010 Dalla serie “Live Architecture”: “Augmented irreality”, video installazione interattiva, tempo variable.

“Augmented irreality”, è una video installazione interattiva che si sviluppa su tre pareti e il pavimento. L’opera (costruita con Artoolkit in Quartz Composer) pone lo spettatore all’interno di un software 3D, collocandolo specificatamente nella visuale: ‘finestra-telecamera’. L’utente attraverso l’uso di matrici (aventi vari pattern) stampati su quadrati della dimensione di un palmo di una mano, può manovrare, spostare, rimpicciolire, rimuovere ed interagire a 360 gradi gli oggetti tridimensionali che incontra sugli assi cartesiani x, y e z del simulato software. L’ambientazione ricrea un appartamento tridimensionale in costruzione, che lo spettatore stesso, contribuisce a personalizzare attraverso i propri movimenti. Anche “Augmented irreality”, come altre video installazioni della serie: “Live Architecture”, si basa sul concetto di “super luogo”, dove quest’ultimo è autonomo, performativo e si muove oltre la propria funzionalità. La video installazione fa riflettere sull’idea di irreale/virtuale e di come i nostri corpi nello spazio reale si relazionano sempre più con questa sorta di dimensione/esperienza. “Augmented irreality”, mette in luce il paradosso di come la realtà aumentata, in verità, la diminuisca, sottraendo e modificando i livelli reali, aumenta l’irreale nella nostra dimensione reale.



2010 “The virtual Prigione”, video-scultura interattiva, tempo variabile. Versione demo, 2’30’’. Soundtrack by Netherworld.


“The virtual Prigione" è una video-scultura e autoritratto interattivo, ispirato dal concetto di “non finito” delle sculture: “I prigioni” di Michelangelo.
Lo spazio web che ospita la scultura virtuale, diventa materia dinamica e interattiva e gli utenti possono scolpire a colpi di mouse, il “Prigione del web” rappresentante vari stati d’animo. Il fruitore può scegliere se liberare la scultura dal marmo e dalla dipendenza dalla materia stessa, così il corpo-statua sublima e la materia-virtuale diventa idea. Oppure, può scegliere di imprigionarla sempre più nella materia, riportando la statua agli stati primordiali, dove la massa era una figura geometrica pura e semplice.

2010 Dalla serie “Live Architecture”: “Meta Motus”, video installazione interattiva. Tempo variabile.

“Live Architecture” è una serie di video installazioni interattive site-specific pensate per riprogettare sinteticamente spazi architettonici interni ed esterni. Le installazioni multimediali, mostrano luoghi dinamici - per questo da me definiti “Live” - che si muovono autonomamente, oltre la propria funzionalità.
L’installazione “Meta Motus” si sviluppa tutt’intorno allo spettatore, e mostra un ambiente in continua trasformazione. "Meta Motus" reagisce alle azioni e movimenti che l’utente produce liberamente nello spazio. Ogni movimento è catturato da un sistema di video-camera-tracking e convertito in coordinate geometriche che attraverso vari pattern, rimodellano l’intero spazio architettonico.


2009 Dalla serie "digital art in public space": “Over the limbo”, video installazione interattiva, tempo variabile.

“Over the limbo”, è una video installazione interattiva e nasce con l’intento di connettere, fondere e far interagire il mondo virtuale di Second Life con il mondo reale, in un’unica nuova dimensione. L’installazione trasforma un ambiente tangibile in un ‘limbo’ che mette in discussione la condizione sociale degli spettatori, poiché essi, si trovano assieme agli avatar allo stesso tempo e condividono un unico spazio neutrale al di fuori di Second Life. “Over the limbo” forza gli utenti a confrontarsi con una estensione digitale da cui scaturisce una nuova visione spazio-temporale. In questa dimensione i paesaggi dissolvendosi si sovrappongono e gli utenti possono dialogare in tempo reale con gli avatar. Universo e meta-verso appaiono intrappolati in una sorta di linea di confine, in una dimensione surreale visibile in scala reale oltre lo spazio ed il tempo.
Ho progettato “Over the limbo” con After Effect e Quartz Composer. Usando quest’ultimo, importo nel computer in tempo reale scenari di Second Life. Nello stesso momento, la webcam connessa a varie patchs di Quartz Composer, riprende gli spettatori per proiettarli nel mezzo di un’atmosfera virtuale che grazie ad alcuni effetti software applicati, si mescola con la realtà circostante.


2008 Dalla serie "Live Architecture": "Landspace", video installazione interattiva, tempo variabile. Soundtrack: Morketid by Netherworld.

Il progetto “Landspace” ècostituito da una serie di paesaggi sintetici ed essenziali che si modificano attraverso il suono. Essi sono stati pensati per essere proiettati in ampi spazi aperti proprio con il fine di riprogettare artificialmente l'architettura e l'ambiente circostante.
I Landspace sono un'estensione virtuale, uno studio sul concetto della nostra seconda natura, ossia quella che viviamo attraverso il nostro tempo digitale. La video installazione interattiva mostra una sorta di 'natura naturans-artificiale’, costituita da ampi spazi sempre in trasformazione; Una Land-Art virtuale e interattiva che ridisegna altre atmosfere in luoghi reali, a ritmo di musica isolazionista.


2008 Dalla serie "Live Architecture": "Speaking at the wall", video installazione interattiva, tempo var.

“Live Architecture”, mostra luoghi dinamici - per questo da me definiti “Live” - che si muovono autonomamente, oltre la propria funzionalità. “Live Architecture” è il contrario di “non-luogo”, statica presenza che ha solamente la funzione di accogliere momentaneamente. "Speaking at the wall" cattura trasforma e sintetizza la voce in architettura. L’installazione si sviluppa su due pareti e il pavimento. Gli ambienti in movimento, generando distanze, vuoti e linee che si sfiorano continuamente, costruiscono un ‘trompe l’oeil’ animato sugli assi cartesiani che porta lo spettatore a confrontarsi con un’altra spazialità, un ‘altrove digitale’ che è ormai la nostra quarta dimensione. Attraverso questa nuova estensione si allestisce un ambiente in continua trasformazione. Un’idea di performance è alla base di questa video installazione interattiva, dove il luogo dinamico si muove e reagisce alla presenza della gente. Quando lo spettatore si avvicina alla parete e parla, modifica con la propria voce, il volume e altri parametri legati al suono, l'intero ambiente ridisegnando un'altra situazione, una sorta di landa tridimensionale virtuale.

2006 "Rendering space", ( 1° pattern ) video installazione interattiva, 4 DVD, 11’ loop.

"Rendering space" è un ambiente in continua rigenerazione. Le pareti visualizzano un rendering di alcune texture geometriche, o di una semplice parete bianca. Tali texture non arrivano a caratterizzare l'ambiente perché sono in continuo sviluppo.
Lo spettatore ha la sensazione di essere all'interno di un programma di rendering tridimensionale, che è configurato in modo da non raggiungere mai la totale realizzazione. Quando lo spettatore si avvicina alle pareti, il processo di rendering aumenta e l'architettura diviene sensibile agli spostamenti umani, aumentando così il processo di visualizzazione dell'ambiente tutt’intorno.


2004 “The new medium’s order is to shift”, video installazione, libro 4 DVD’s ( video installazione: 10’ min. libro: tempo var. ). Soundtrack by Mokamed.

In quest’opera che si sviluppa su quattro pareti, una finestra conduce il visitatore nello spazio di ‘rendering’ all’interno di un computer. Lo spettatore si ritrova completamente circondato da acqua, o meglio dal lento ‘work in progress’ dell’opera in una stanza. Le quattro pareti contengono le proiezioni video e allo stesso tempo la forza della natura durante la sua creazione e rappresentazione; perciò, il fruitore prova una sensazione di interrotta, attendendo un accenno alla progressione ed al cambiamento.
L’opera è accompagnata da un libro (interattivo perché è lo spettatore, decide la velocità dei frames 15/25/30 per sec. cui sfogliare le pagine) che include tutte le immagini ‘frame by frame’ delle animazioni. Il libro così, diviene “digitale” e contiene una “videoinstallazione cartacea”. Questo lavoro, trasporta e traduce il contenuto dal supporto media DVD al libro, attribuendo un nuovo significato a un vecchio media.
“The new medium’s order is to shift” inverte e sovverte: soggetto e oggetto, contenuto e contenitore, forma e concetto, mezzo e messaggio. Inoltre, mette a confronto il concetto d’interattività “meccanica” e “fisica”, in quanto, nei quattro DVD proiettati sulle pareti, sarà visibile il progetto in costruzione; mentre, solo nel libro si leggerà l’opera finita.


2004 “El Paseo virtual” Installazione site-specific. Dimensioni Variabili.


In questa installazione e performance site-specific, una parte della città si trasforma in deserto virtuale. La gente, le macchine che lo attraverseranno non incontrano più alcun riferimento con la realtà urbanistica, ma hanno l’impressione di essere all’interno di un computer. In un’area pedonale della città, sul suolo si estende una texture (3-D adesiva) che costringe i passanti a confrontarsi con un’altra spazialità, una sorta di dimensione virtuale. In questa dimensione illusoria, chiunque attraversa ‘El Paseo’ con un tom-tom, si muove sulle coordinate virtuali di un ‘software 3D’. ‘El Paseo’: spazio inteso come pura forma dell'intuizione.


2004 "The origin of imagination", video installazione (3 dvd), 3’ 16’’. Soundtrack ‘styltriady’ by Mokamed.

“The origin of imagination” è una video installazione che si sviluppa su due pareti e il pavimento. Le tre proiezioni nell'angolo, dei tre assi cartesiani, ricostruiscono una prospettiva centrale unica.
In questa dimensione illusoria, infinite linee generando distanze e vuoti, si sfiorano "attratte", per poi svanire in strutture essenziali, che disegnano un progetto primordiale incompleto.
L'opera rappresenta una sorta di estensione virtuale, uno sfondamento del "luogo" verso la libertà. "Un'apertura" virtuale che non si afferma perché in continua trasformazione e quindi non caratterizza alcun luogo specifico. A quest’estensione equivale qualunque direzione che lo spettatore immagini di prendere. “The origin of imagination”, ovvero: spazio inteso come pura forma dell'intuizione.

2003 “Exten(z)sion project II” animazione, 4’ 5’’. DvD Sound track by Mokamed
2003 “Exten(z)sion project III” animazione, 4’ 5’’. DvD Sound track by Mokamed
2003 “Exten(z)sion project IV” animazione, 3’. DvD Sound track by Mokamed.


Estensioni virtuali di stanze semi vuote sono proiettate su di una parete. Offrendo una completa e sempre varia visione d’interni e vedute, quest’ultime, si adattano alla direzione dello spettatore che vi si muove all’interno. Oggetti si spostano, finestre si aprono; in fine, una porta guarda verso l’estero: sulle coordinate di un ‘software 3D’, che sembrano riprodurre un astratto deserto virtuale. La serie “Exten(z)sion Project”, pone sempre la percezione corporale dello spettatore al centro della struttura spaziale, dove le coordinate estendono una virtualità attorno ad essa.

2003 “Psichedelikalflesh” Animazione, 3’33’’ DVD. Sound track ‘sexyflesh’ by Mokamed

Psichedelikalflesh costruisce immagini di sintesi dando forma a combinazioni spaziali. Tracce di realtà esistenti, evadono i limiti corporali per innescare quelli sensoriali, emotivi e percettivi.
"La costruzione di determinati rapporti numerici fra le parti procura un "piacere meraviglioso''. (Leon Battista Alberti).
Psichedelikaiflesh è una sorta di tragitto di congiunzione, un viaggio erotico tra differenti realtà sensoriali; un viaggio intimo ispirato dal potere ipnotico dei Frattali di Mandelbrot. Il vorticoso alternarsi di figure geometriche è tradotto in gesti e movimenti convulsi: ginnastica o autoerotismo, che irrompono ed evadono per tre minuti ogni idea di spazio tangibile. La forma sintetica diviene disegno, struttura, architettura e realtà.
Se lo spazio è l'estensione in tutte le direzioni, secondo le nostre intuizioni, del mondo reale dove si collocano corpi materiali Psichedelikaiflesh, dilata queste possibilità di percezione, attraverso una visione sensibile, irrisolta, mentale e transitoria legata agli aspetti dell'estetica e alle tensioni delle nuove tecnologie. Psicadelikalflesh esalta questa congiunzione tra ciò che è visceralmente carnale o psichedelico e ciò che favorisce l'estrinsecazione della mente.


2002 “Exten(z)sion project”, 5’.40’’. Video installazione, 4 DVD. Soundtrack by Mokamed

Questa video installazione si sviluppa su quattro pareti. Le quattro proiezioni ricostruiscono l’interno di una casa, una sorta di estensione virtuale in movimento dello spazio architettonico interno sull’asse cartesiano della profondità ‘Z’ (Exten(z)sion Project è un “trompe l’oeil” animato). Sono proprio gli ambienti in movimento, che attraversando lo spettatore, lo conducono in ‘luoghi incompleti’, costringendolo a confrontarsi con una ‘spazialità altra’, un altrove digitale, che è ormai la nostra quarta dimensione. Nella sala studio mentre un “CD-Rom” volando, attraversa due stanze, si scorge una finestra che affaccia sulla ‘texture a reticolo di un programma 3D’. Nel corpo centrale della struttura, passando per il salone, studio, cucina, si arriva a una porta che si apre su una veduta della stessa ‘texture’ e conduce lo spettatore in un deserto virtuale grigio. La video installazione termina proprio così, sulla texture del ‘programma 3D’. Un’idea di performance è alla base di Exten(z)sion Project”, dove il luogo è autonomo e si muove naturalmente oltre la sua funzionalità; il “Super luogo-Exten(z)sion”, quindi, è esattamente il contrario del “non-luogo” che si caratterizza come statica presenza che ha solamente la funzione di accogliere momentaneamente.

2002 “Calling a conversation in universe” Video installazione, 3’. Quattro DVD, sound track: ‘essential contact’ by Mokamed.

Questa video installazione, è nata per svilupparsi su quattro pareti. Si tratta della proiezione di quattro animazioni attraverso quattro lettori DVD collegati ai rispettivi proiettori digitali; questi ultimi, sarebbero sistemati in alto, al centro dello spazio (installati con gli appositi sostegni). Il primo punta sul pavimento, un altro sulla parete centrale e gli altri due rispettivamente sulla parete destra e sinistra. Proiettando la video installazione all’unisono.

2002“ Calling a conversation in universe” animazione, 3’,40’’. DVD Soundtrack: ‘essential contact’ by Mokamed.

Obiettivi, (di macchine fotografiche, telecamere, etc), fluttuano in uno spazio ‘digitale’ eseguendo una sorta di corteggiamento. L’uno di fronte all’altro si scrutano ossessivamente , si attraggono, si scontrano, si accoppiano… insomma, inscenano la consueta guerra di ogni giorno e di ogni notte dentro la guerra virtuale. Missili e obiettivi, accostamento immaginario che rende evidente due aspetti che ci riguardano da vicino: uno legato alla sfera più intima quella della sessualità e l'altro legato alla situazione sociale di guerre in atto caratterizzate da missili che vengono continuamente ripresi da teleobiettivi, di cui si serve l'informazione.

2001/02 “Super place project” animazione, 1’ DVD. Sound track: ‘5M’ by Mokamed.

In un minuto lo spazio virtuale è attraversato da due cerchi di scritte (“poor man’s wealth is it in the holy place” e “Rich man’s wealth is it in the city”) che immediatamente si trasformano in un ‘luogo tridimensionale’, dove da esse, sorgono in circolo nove palazzi di luce. I palazzi costituiscono un luogo, in cui ogni elemento ha la stessa distanza dal centro (come nella costruzione della città greca e concetto di uguaglianza). ‘Il super luogo’ è un progetto d’installazione olografica ed è percorribile dallo spettatore che comunque non può possedere perché è costituito da pura ed effimera luce ( Progetto 3D da realizzare con il Laser ).

2001 “The essential circle” video, 2’,35’’, DVD . Soundtrack: LAB-303.

Nel video, un ragazzo genera una collana di succhiotti. L’atto di ‘succhiare’ diviene rituale ossessivo e inutile, ma vuole portare alla luce, estrapolare dal profondo. Solo alla fine si vede la differenza tra il colore della pelle e la collana costituita da macchie rosse. Il video è stato girato volutamente su di un tappetino rosso, in modo da non creare alcun riferimento spazio-temporale.

2001 “The yellow film” Quattro animazioni -video installazione; 5’ 4 -DVD. Sound track: by Mokamed.

“The yellow film” è un ‘film giallo’ puramente concettuale. Quattro proiezioni si sviluppano in maniera randomica sulle pareti di una stanza non molto grande, che costringe e isola lo spettatore. Le animazioni sono composte da ottocentodiciassette tipi di gialli differenti che si susseguono a ritmo di musica elettronica, creando una visione totalmente ‘optical’ e ‘folle’ dell’ambiente che circonda il fruitore.

2000 “ Pipeline project” animazione , 3’,45’’ . CD-rom e versione web. Sound track: ‘Drama of Japan’ by Dj La roca; 5 loops ‘untitled’ by Mokamed.

Pipeline è il progetto interattivo di un interno di una casa cilindrica, costituita da quattro piani, derivata dalla manipolazione digitale di un missile. E' una casa di proprietà dell'artista che nega il concetto di "proprietà assoluta", è uno spazio mentale transitorio che si adatta alle esigenze dell'esploratore. Solo quando si scopre interamente, lo spettatore ha l’impressione che tutti gli spazi sono ricorrenti!

2000 “spider’s web” animazione, 3,40’’ DVD . Sound track: ‘morse’ by Nightmares on wax.

In quest’animazione 3D, cupole in ‘wireframe’ si aprono in ragnatele colorate, richiudendosi diventano strutture ‘architettoniche’, simili ad un fantasioso innesto tra una pagoda e una meringa. (Pagode-Meringue House Proj.).


2000 “Perfect house project” animazione, 1’ DVD 2000. Prototipo architettonico e scultura.

Prototipo architettonico e scultura. Apparentemente impenetrabile, ma prestando attenzione si scorge un foro sottostante, dove lo spettatore può inserire la testa e sentirsi immersi nel “nero - profondo spazio assente” - e così estraniarsi dai rumori e da tutti gli imput e messaggi subliminali provenienti dall’esterno. Lo spettatore riesce così a stabilire una dimensione intimistica con un’opera ‘assente’.

1998“ Time bomb the Love” animazione, 5’. DVD Soundtrack: by Underworld.

Manipolazione digitale di missili che a ritmo ipnotico di musica techno si trasformano, frame by frame in ‘acidissime’ architetture sintetico-essenziali: ‘compressions containers’; che eseguendo movimenti verticali-orizzontali, scompaiono in linee rette e punti, ricomparendo sottoforma di bombe disinnescate, perché trasformate ormai in architetture…”Time Bomb the Love”: ovvero, è ora che scoppi l'amore!!!